sabato 20 febbraio 2010

Un patto per Kyoto

Associazioni ambientaliste e produttori presentano la "ricetta" per applicare il protocollo di Kyoto in Italia Miglioramento dell'efficienza energetica negli usi civili ed industriali, sviluppo delle fonti rinnovabili, qualificazione energetica dell'edilizia, mobilità sostenibile. Il tutto da realizzarsi attraverso programmi di incentivazione, defiscalizzazioni, politiche mirate e campagne di sensibilizzazione e informazione a livello locale. Un pacchetto di proposte concrete al Governo, in vista della Finanziaria - il "Patto per Kyoto" - è stato lanciato dal WWF assieme a Greenpeace, ISES Italia, ISSI, Kyoto Club, Legambiente, ANEV, Acili Anni Verdi, AIEL, ANAB, APER, Assolterm, Coldiretti, FIPER, ITABIA, Rete Lilliput, Sinistra Ecologista. Lo scopo è avvicinare il nostro Paese agli obiettivi del Protocollo di Kyoto per fermare i cambiamenti climatici: cambiare la politica energetica in Italia e renderla meno dipendente dall'estero, ridurre l'uso dei combustibili fossili, incentivare lo sviluppo tecnologico creando migliaia di nuovi posti di lavoro. Il documento, presentato a Roma, parte dallo scenario attuale, che vede l'Italia in estremo ritardo. Rispetto al 1990 a fronte di un impegno di riduzione del 6.5%, il nostro Paese ha superato del 12% i livelli d’emissioni nazionali di gas serra. Nel campo dell'efficienza energetica le associazioni chiedono di aumentare del 2% annuo gli obblighi dei certificati bianchi previsti dal DM 20/7/2004 di risparmio per gas ed elettricità nel secondo quadriennio, e promuovere i criteri per la certificazione energetica degli edifici: lo standard Green Light, ad esempio, permette di ridurre del 30% i consumi rispetto alle tecnologie standard d’illuminazione. Nel campo del solare fotovoltaico, con uno scenario nel quale l'Italia ha una potenza installata circa 25 volte inferiore rispetto a quello della Germania, nonostante il 50% in più d’insolazione annua, si chiede di innalzare di almeno 300 MW al 2010 l'obiettivo posto dall'attuale decreto e stabilire adeguati programmi d’incentivazione come avvenuto in Germania, con la riduzione dell'IVA per gli impianti fotovoltaici.

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